Nel mio lavoro seguo l’approccio cognitivo-costruttivista, secondo cui la sofferenza non dipende solo dagli eventi che viviamo, ma anche dal significato che attribuiamo a quelle esperienze. Ognuno di noi sviluppa nel tempo schemi mentali che ci aiutano a orientarsi nella realtà, ma quando questi diventano troppo rigidi possono rendere più difficile affrontare i momenti di cambiamento o difficoltà.
I sintomi come ansia, depressione o altri disturbi sono segnali importanti: indicano che l’equilibrio del nostro sistema mente-corpo ha bisogno di essere riorganizzato. Anche le crisi, pur nella loro fatica, possono diventare occasioni preziose, possibilità di crescita personale e relazionale. Citando De André, «dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior».