La parola “mindfulness”, ossia “consapevolezza”, è la traduzione del termine “sati”, usato nei primi testi del Buddismo. La meditazione mindfulness e tutte le pratiche da essa derivate hanno una lunga tradizione: provengono dall’antica meditazione indiana Vipassana, termine che significa “visione profonda”.
Nella mindfulness che pratichiamo oggi in occidente, formalizzata per la prima volta dal biologo Jon Kabat-Zinn, sono inoltre evidenti le influenze dello zen e dello yoga.
Tutte queste pratiche hanno in comune la presenza mentale, qualità che si coltiva momento per momento, nel presente, con intenzione, e in modo non giudicante.
La mindfulness promuove inoltre un diverso rapporto coi nostri contenuti mentali: prima di modificare i nostri pensieri, dobbiamo realizzare che essi sono solo pensieri, non sono fatti.